Il nuovo triennio ECM: intervista al Segretario Nazionale AIFI Alessandra Amici

Il nuovo triennio ECM: intervista al Segretario Nazionale AIFI Alessandra Amici

Abbiamo posto al Segretario Nazionale AIFI Alessandra Amici tre domande in modo da poter illustrare, seppur in maniera molto sintetica per gli spazi a disposizione, la Vision dell’associazione in merito al processo ECM che sempre più si sta avvicinando ad un suo consolidamento.

Ricordando a tutti i SOCI AIFI VENETO che la Commissione Nazionale per la Formazione Continua in Medicina ha consentito ad una proroga per l’eventuale recupero del debito formativo del triennio 2014-2016 (per info consulta la home page www.sinergiaesviluppo.com alla sezione News & Comunicati), riportiamo le tre domande formulate e il riassunto della risposta inviata.

Si ringrazia la Dr.ssa AMICI per la disponibilità e la cordialità dimostrata.

Le tre domande:

1. In questo triennio l’Associazione ha attivato un importante servizio per la “gestione” dei crediti ECM.  Ci puoi raccontare quanto l’ufficio è stato contatto dai nostri soci, le domande più ricorrenti, i problemi maggiormente evidenziati, ecc?

2. Uno dei temi sempre più caldi riguarda le famigerate “sanzioni” per chi non si adegua al conseguimento del fabbisogno formativo. Come vedi l’applicazione di questo complicato e complesso processo?

3. Quantità e qualità dei crediti formativi. Uno delle critiche che vengono rivolte al sistema ECM è quello di non riuscire a misurare in maniera adeguato la qualità dei crediti formativi acquisiti. Attualmente il sistema è legato su regole abbastanza precise che garantiscono un buon livello di sicurezza nella gestione del processo. Spunti per il futuro?

Intervista a cura di Luca Marzola

 AlessandraAmiciAIFIParto dalla seconda domanda che è sicuramente quella più “sentita”. Il sistema ECM è partito da diversi anni però ancora ad oggi le sanzioni non sono state definite, ma questo non vuol dire che ogni professionista non debba rispettare la norma. A.I.Fi. come ed insieme ad altre associazione professionali (di altre aree professionali) ha lavorato a fianco della CoGeAPS e della Commissione ECM per portare avanti il sistema ECM e migliorarlo ed è riuscita ad ottenere ed introdurre un principio basato sulla premialità più che sul procedimento sanzioneatorio. Infatti dallo scorso triennio, quello appunto appena finito nell’anno 2016, non tutti dovevano ottenere lo stesso numero di crediti. Chi risultava in regola per il triennio precedente ad esempio, aveva un debito di crediti ECM ridotti a 105 al posto dei 150 previsti. A nostro avviso è un modo corretto di interpretare la norma in quanto sarebbe molto difficile poter sanzionare professionisti che per diverse cause si erano ritrovati nella difficoltà di raggiungere il numero corretto dei crediti ma soprattutto che, non essendo vigente per tutte le professioni l’obbligo di iscrizione ad un Ordine, si potesse creare una disparità nel sistema di controllo dell’acquisizione dei crediti stessi.

A nostro avviso il sistema ECM è partito su una ratio assolutamente condivisibile e ha fortemente promosso la spinta propulsiva allo sviluppo professionale e alla crescita continua riportando, a suo modo, i temi della formazione e dell’aggiornamento al centro dell’agire e del pensiero di tutte le professioni sanitarie.

Diciamo che in effetti il percorso ECM si è strutturato maggiormente come un sistema di “raccolta punti” e che ha evidenziato una certa criticità nel garantire la qualità della formazione.

C’è da dire però che ad oggi, dal vecchio sistema da cui si era partiti e in cui c’erano dei controllori che andavano a verificare la correttezza dei contenuti dei corsi rispetto a quanto dichiarato nel programma e nel titolo, si è passati ad affidare la piena responsabilità ai Provider.

Il Provider una volta accreditato è colui che deve garantire la qualità del processo formativo dei singoli corsi costituenti il proprio piano formativo annuale. Anche l’associazione si è mossa in questo senso ed ha promosso una sorta di regolamento e di procedura per riconoscere i Provider più “corretti” e più “affidabili” dando a loro la possibilità di essere riconosciuti facilmente dai soci A.I.Fi. e non grazie all’apposizione di un bollino blu che sarà concesso, su richiesta, dalla nostra associazione. Un nuovo progetto associativo la cui procedura operativa sarà attiva nei prossimi giorni e dove, come detto, tutti i Provider potranno fare domanda di riconoscimento del bollino blu che verrà rilasciato dall’associazione solo dopo un attenta verifica di quello che sono i loro cataloghi e soprattutto la loro coerenza e l’inserimento dei partecipanti ai corsi rispetto ai valori nostri associativi. Un bollino blu che vuole significare appunto una garanzia aggiuntiva per i fisioterapisti e quindi la menzione da parte della nostra associazione.

Chiudo con la risposta alla prima domanda confermandovi che il SERVIZIO CERTIFICAZIONE ECM è sempre più operativo ed impegnato a rispondere a diverse richieste e dubbi del “mondo” ECM. Numerose le domande pervenute. Diventa impossibile riportarle, ma possiamo aggregarle principalmente a questi ambiti: richieste sul numero di crediti da acquisire, sulle modalità di controllo del numero di crediti acquisiti, sulle modalità di esonero, sull’obbligo ECM dei liberi professionisti e sulle ripercussioni/sanzioni per chi non fosse in regola con la soddisfazione del fabbisogno formativo.

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