Intervista a Michele ROMANO – nuovo Presidente SOSORT

Intervista a Michele ROMANO – nuovo Presidente SOSORT

Presentazione – Chi è Michele Romano

Michele Romano nasce a Napoli l’ 8 luglio del 1960, consegue il diploma di Terapista della riabilitazione presso la Croce Rossa di Napoli nel 1985 e nel 2011 la Laurea in Scienze della Riabilitazione presso l’Università Statale di Milano.

Lavora a Napoli fino alla fine degli anni ’80 per poi trasferirsi a Bologna e successivamente a Lodi ove abitualmente risiede.

Negli anni i suoi studi e il suo interesse si sono sempre più orientati verso le problematiche relative alla colonna vertebrale e nel 2003 insieme a Stefano e Alberto Negrini fonda a Milano, ISICO (Istituto Scientifico Italiano Colonna vertebrale – www.isico.it) in cui attualmente ricopre il ruolo di Direttore Tecnico .

E’ membro della segreteria scientifica del G.S.S (Gruppo di studio della scoliosi e della colonna vertebrale – www.gss.it), autore di numerose pubblicazioni scientifiche, sviluppatore e divulgatore internazionale dell’approccio SEAS (Scientific Exercises Approach to Scoliosis).

Nel 2015 viene eletto membro del Board di SOSORT (Society On Scoliosis Orthopedic and Rehabilitation Treatment – www.sosort.mobi) e nel 2017 assume l’importante carica di Presidente della società.

Michele Romano con Kenneth MC Cheung, Presidente dell’S.R.S. (Scoliosis Research Society)

La nostra intervista

Prima domanda per aiutare tutti a capire per bene di cosa stiamo parlando. Michele, che  cos’è SOSORT?

SOSORT è la società scientifica di riferimento internazionale che si occupa del trattamento conservativo della scoliosi e degli altri disallineamenti vertebrali. Raccoglie membri attivi di 26 paesi diversi che spaziano nei cinque continenti. Ogni anno SOSORT organizza un congresso internazionale in una diversa città del mondo per divulgare i principi del corretto approccio terapeutico alle patologie di cui si occupa. I prossimi quattro congressi si svolgeranno a Dubrovnik a San Francisco in Spagna e Melbourne. Sosort ha un giornale di riferimento indicizzato in Medline. Il nome di questa rivista è Scoliosis and spinal disorder ed è open access (https://scoliosisjournal.biomedcentral.com/). Sosort è autore delle linee guida internazionali per il trattamento conservativo della scoliosi (https://scoliosisjournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/1748-7161- 7-3)

Cosa significa essere Presidente di SOSORT? Cosa significa per te ma anche cosa può significare per la professione e per la fisioterapia italiana.

Essere Presidente di SOSORT è un grande onore. Sosort è una società multidisciplinare i cui membri rappresentano il simbolo concreto del team che dovrebbe prendere in carico i pazienti che soffrono delle patologie di disallineamento della colonna. SOSORT, infatti, raccoglie chirurghi ortopedici, fisiatri, fisioterapisti e tecnici ortopedici, oltre a qualche paziente illustre come Joe O’Brian, Presidente della National Scoliosis Foudation americana.

In tutto questo, uno degli onori più grandi è stato quello di rappresentare il primo fisioterapista ad aver raggiunto la carica di Presidente.

Credo che per la nostra professione e per i fisioterapisti italiani rappresenti un esempio di come l’impegno e la passione, coniugata all’approccio scientifico, che in Italia comincia a prendere piede ma ancora non predomina, permetta di superare confini geografici e di corporazioni professionali.

Lo svolgimento della professione sanitarie in ottica scientifica permette di discutere alla pari, ognuno nel rispetto delle differenti competenze, con qualunque altro professionista.

Hai già pianificato un programma, idee, progetti da realizzare all’interno di questo tuo mandato?

Idee ne ho diverse ma sono consapevole che nel periodo del mio mandato, si potrà realizzare solo l’avvio dello sviluppo di alcuni progetti a cui tengo, ma che richiederanno più tempo.

La prima cosa che mi propongo è una chiarificazione dei metodi di trattamento che si usano a livello internazionale. Per questo sono partito con semplice sondaggio rivolto a tutti i membri di SOSORT che rappresenterà lo spunto per una discussione che illumini tutti i professionisti legati ad un metodo di lavoro e che non si pongono abbastanza spesso domande. Chiarisco che non sto parlando solo di fisioterapisti ma anche di medici.

Una cosa che spingerò molto è fortemente legato alle esperienze della mia attività professionale che si compone di clinica, ricerca ma anche insegnamento, che ho la fortuna di svolgere in tutto il mondo. Troppo spesso mi imbatto in casi di pazienti che si ritrovano a fine adolescenza in situazioni drammatiche perché nei paesi dove abitano non ci sono le conoscenze e le tecnologie adatte per un trattamento adeguato. Mi batterò per stimolare tutte le persone che conosco a fare una riflessione su qualcosa di più semplice, rispetto a quello che usiamo per i nostri pazienti e che possa essere proposto nelle situazioni in cui questo non è oggettivamente possibile. Mi riferisco essenzialmente ai corsetti.

Nel mondo non sono molti i fisioterapisti italiani che hanno assunto incarichi così importanti in associazioni scientifiche internazionali. Sapresti suggerire quali sono i passi che deve fare un giovane fisioterapista per ambire ad ottenere nel suo futuro tali incarichi?

La formula non è complessa.

La base della ricetta è l’impegno e la dedizione a scendere nel dettaglio di conoscenze di una patologia.

Il condimento è vario: la tenacia nel portare avanti un aggiornamento costante e l’impegno a prendere contatto con i professionisti riconosciuti come riferimenti, che dipende sicuramente da un pizzico di fortuna ma, soprattutto, dalla voglia di farlo.

Il tutto è mantecato con una sufficiente conoscenza dell’inglese, con l’abitudine farsi sempre domande e ragionare secondo i dettami della neutralità e dell’evidenza.

Tornando al tema scoliosi, oggi giorno qual è l’incidenza di tale problematica in italia? Dal tuo punto di vista è un area di bisogno che la professione sta adeguatamente coprendo o vedi qualche bias?

La prevalenza di questo problema varia a seconda dell’età. Nella fase adolescenziale, che rappresenta il momento critico dello sviluppo e dell’evoluzione delle curve, il tasso di soggetti che a uno screening vengono identificati come portatori di una scoliosi meritevole di un trattamento sanitario si aggira intorno al 2-3%.

Diversa è la situazione in età avanzata, dove la colona vertebrale dritta è un privilegio di pochi. La prevalenza della deviazione scoliotica in questo momento della vita è di circa il 30%. Banalmente, questo dato ci fa comprendere che l’evoluzione della scoliosi o la sua comparsa non sono condizionati in maniera assoluta dalla fine della maturazione ossea.

L’Italia è uno dei paesi dove il trattamento conservativo della scoliosi è più frequentemente applicato, rispetto ad altre contesti geografici. La preparazione adeguata degli operatori, però, sia medici che terapisti, è un tasto discretamente dolente.

Non è assolutamente mia intenzione esagerare, ma il trattamento di questa patologia non si può improvvisare. L’evoluzione della scoliosi è un percorso che, senza sufficiente esperienza, può essere incontrollabile e può rappresentare una delle più frustranti esperienze di apparentemente incomprensibile fallimento.

Michele, un’ultima domanda, forse un po’ scontata ma ci corre l’obbligo di formularla. Quali percorsi formativi e professionali consiglieresti ad un fisioterapista che vuole iniziare ad occuparsi di scoliosi in Italia? Non nascondiamo che sembra ad oggi un’area un po’ trascurata e di cui i giovani fisioterapisti hanno poca coscienza. Un tuo suggerimento per i primi passi.

Più schematicamente mi verrebbe da elencare le 10 cose da sapere (o da fare)…

  1. Cominciare a studiare l’argomento
  2. In assoluto la cosa più importante da imparare è come individuare il problema. Per il trattamento, poi una strada da percorrere si trova.
  3. Imparare a eseguire autonomamente tutte le misurazioni necessarie
  4. Essere consapevoli che l’eziologia è ancora sconosciuta e che la scoliosi, ad oggi, è una disfunzione che, se siamo bravi, possiamo solo domare.
  5. Non fidarsi ciecamente di quello che vi dicono (anche se ve lo dico io) ma imparare a verificare
  6. Afferrare l’abissale differenza tra un libro e un articolo scientifico
  7. Abituarsi a leggere gli articoli in inglese
  8. Imparare a pesare la fondatezza di quello che vi è scritto
  9. Sapere che di metodi che hanno pubblicato i risultati ce ne sono meno delle dita di una mano
  10. Comprendere che il trattamento adeguato di una scoliosi funziona quando si parte dal giusto livello, che è diverso a seconda della situazione.